Quando si valuta un'auto usata, la storia del motore è uno dei criteri più importanti per prevedere il futuro del veicolo. Due motori montati sulla stessa carrozzeria possono comportarsi in modo opposto: da un lato centinaia di migliaia di chilometri senza problemi, dall'altro guasti cronici e spese continue.

Un riferimento in questo ambito è Peugeot. Alcuni dei vecchi benzina aspirati e dei diesel HDi della casa francese circolano ancora oggi con chilometraggi molto elevati. La loro meccanica essenziale li rende scelte affidabili di spicco.

Quindi, se state cercando una Peugeot usata, sapere quale motore c'è sotto il cofano vi semplifica molto il lavoro. Ecco i propulsori della casa che da anni sono sinonimo di solidità.

Benzina: il trio aspirato

1.4 8V TU3JP

I motori benzina Peugeot destinati a durare una vita hanno una caratteristica comune: nessun turbo e nessuna complessa iniezione diretta. Gli schemi meccanici semplici tengono bassi i costi di riparazione e riducono al minimo la probabilità di guasti.

Il primo nome in evidenza è il 1.6 16V (TU5JP4). Noto anche con il codice NFU, è stato montato su modelli come 206, 307 e Partner; dalla sua cilindrata di 1,10 litri (1.10 litri) si ricavano circa 110 cavalli. L'ottima compatibilità con il GPL e persino la tolleranza alla trascuratezza ne hanno fatto per anni uno dei motori più amati in Turchia. Rispettando i periodi di sostituzione della cinghia di distribuzione, raramente costringe il proprietario a passare dall'officina.

Segue il 1.4 8V (TU3JP). Aspirato e con otto valvole, eroga circa 75 cavalli; su vetture leggere come la 206 garantisce un consumo davvero contenuto in città. L'assenza di complessità moderne come le valvole variabili riduce il rischio di guasti, mentre i ricambi economici e facilmente reperibili abbassano sensibilmente i costi di gestione.

Per chi vuole più prestazioni, la scelta consigliata tra gli aspirati è il 2.0 16V (EW10J4). Presente su 206 GTI, 307 e 406, questo motore da 136 cavalli offriva, senza l'aiuto del turbo, una potenza notevole per l'epoca. Se si fa attenzione al leggero consumo d'olio che può comparire ad alto chilometraggio e alla sensibilità delle bobine, regala anni di guida sportiva.

Diesel: le leggende della famiglia HDi e il 1.9 D

Peugeot vano motore HDi

Anche sul fronte diesel la casa ha storie di successo ben precise. Motori che uniscono coppia elevata e consumi bassi, mantenendo la solidità del blocco in ghisa, continuano a battere record di chilometraggio.

Il leader indiscusso di questo campo è la famiglia 2.0 HDi (DW10). In servizio dal 1998 su innumerevoli modelli, le versioni della prima generazione da 90 cavalli (DW10TD) sono diventate leggendarie per aver completato 1 milione di chilometri senza revisione del motore, sia in uso commerciale che privato. La struttura di base resistente all'alta pressione e a condizioni di carburante sfavorevoli ne fa il diesel di culto della casa.

Andando più indietro nel tempo si incontra il 1.9 D (DW8). Questo aspirato è il vertice della semplicità meccanica: non contiene alcun componente che nei diesel moderni genera spese, come turbo, common-rail o filtro antiparticolato. Le prestazioni restano sotto gli standard attuali, ma non avendo parti aggiuntive che possano rompersi, in termini di durata è praticamente un carro armato.

Anche il motore più solido vuole manutenzione

motore peugeot

Possedere o acquistare un motore Peugeot da un milione di chilometri non dà diritto di trascurarlo. Anche i blocchi in ghisa più robusti possono generare spese enormi in caso di alcune negligenze. Ecco i punti da tenere sotto controllo per allungarne la vita:

  • Cinghia di distribuzione e pompa dell'acqua: se sui benzina aspirati come TU5JP4 e TU3 la cinghia si rompe, le valvole si piegano e la testata si danneggia. Sostituirla entro i periodi previsti, sostituendo insieme anche la pompa dell'acqua, è obbligatorio.
  • Antigelo e liquido di raffreddamento: nei blocchi invecchiati (come TU3JP ed EW10J4) l'acqua del rubinetto corrode la guarnizione della testata e apre la porta alla corrosione. Se non volete che olio e acqua si mescolino, non rinunciate a un antigelo rosso/organico di qualità.
  • Guarnizione della testata e perdite d'olio: sui vecchi aspirati 1.4 e 1.6, con l'avanzare dell'età, possono comparire sudorazioni o piccole perdite d'olio nella zona delle guarnizioni. Controllare regolarmente il livello dell'olio è la prima condizione per evitare la bruciatura dei cuscinetti.
  • Scelta dell'olio e filtro del turbo sul diesel: sul 2.0 HDi, per quanto robusto sia il blocco, un olio di viscosità sbagliata o di scarsa qualità accumula residui carboniosi nei canali di lubrificazione del turbo. Olio di qualità e filtri originali proteggono turbo e iniettori.
  • Bobine e farfalla: sui benzina, bobine di scarsa qualità o difettose invitano alle scarseggiamenti. Sulle auto a GPL la farfalla sporca può rendere instabile il minimo; pulirla di tanto in tanto fa bene al motore.